Mario Salvaderi

mario-salvaderiMario Salvaderi nasce a Firenze nel 1954 dove consegue la Maturità Classica e si laurea in Lettere con il massimo dei voti e lode con il prof. Giorgio Luti.

Inizia l’attività di attore a Firenze all’inizio degli anni Settanta prendendo parte alle iniziative didattiche dell’ETI 21- Teatro della Pergola, ideate da Alfonso Spadoni e dirette da Ruggero Rimini (del quale è allievo anche all’Università nell’ambito dei corsi della cattedra di Storia dello Spettacolo di Ludovico Zorzi) e che culminano nella messa in scena di Rappresentazione per Adelchi di Alessandro Manzoni. Prende parte come figurante speciale al Don Pasquale (Maggio Musicale) messo in scena da Sylvano Bussotti e, come attore, a Gli Ingannati, degli Accademici Intronati di Siena, per la regia di Giovanni Folli e a La Farsesca, (testo e regia di Ugo Chiti da Boccaccio). Nel 1973 viene scritturato dal Teatro Stabile di Torino dove lavora con Aldo Trionfo, Lorenzo Salveti, Corrado Pani, Paola Borboni, Giulio Bosetti. Prosegue la sua attività con Alessandro Fersen, per il quale, dopo un prolungato periodo di prove nelle quali lo spettacolo viene costruito a partire dal lavoro dei singoli attori, interpreta Leviathan al Festival dei due Mondi di Spoleto e in tournée nazionale.

In seguito mette in scena a Firenze Vigilanza Stretta, di Jean Genet, interpretando il ruolo di Maurice, è Callimaco ne La Mandragola e Cosimo in Lorenzaccio di De Musset, messe in scena nel Cortile del Bargello dalla Compagnia di Prosa Città di FirenzeTeatro dell’ Oriolo, diretta da Gino Susini con Renato Moretti e Rinaldo Mirannalti. Nel frattempo partecipa brevemente al laboratorio del Teatro Mestastasio di Prato diretto da Luca Ronconi. Negli anni 1978 – 79 Rino Sudano gli affida i ruoli di Calaf in Turandot di Gozzi e dello Studente Arkenholtz in Sonata di fantasmi di Strindberg, presentati a Roma e nelle principali città italiane.

Alla fine degli anni Settanta lascia il teatro.

Riprende a recitare in anni recenti, in seguito all’incontro con Bartolo Incoronato che lo dirige in Acqua minerale di Campanile, in Pericolosamente di Eduardo, in Spirito allegro di Coward (ruolo Charles) e in Pupo prende il purgante di Feydeau (ruolo Follavoine, premio miglior attore protagonista alla rassegna di Bibbiena). In seguito è Ernest Worthing ne L’importanza di chiamarsi Ernesto diretto da Vania Rotondi e l’Invalido più vecchio in La Buona – Ein Fest fuer Boris, di Thomas Bernhard, messo in scena da Sabrina Pratesi. Nel 2015 entra a far parte della compagnia fiorentina Kimera teatro con la quale, sotto la direzione di Paolo Santangelo, intepreta Helmut Rode ne La Torre d’Avorio di Harwood, Philip in Sinceramente Bugiardi di Aykbourn, Jacques ne La cucina di Jaoui e Bacri e dove sta lavorando alla realizzazione, nella stagione 2017-18, di Un ispettore in casa Birling di J. B. Priestely (ruolo Arthur Birling) e di Cancun di Jordi Galceran (ruolo Paolo).

Ne Il treno per Ostia Lido Mario interpreta L’acquario:
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